Chi deve nominare un DPO
Il DPO (Data Protection Officer) è la figura che supervisiona il rispetto del GDPR all'interno di un'organizzazione. Non tutte le aziende devono nominarlo, ma quando la normativa lo richiede, la nomina è un obbligo, non una scelta. Questo approfondimento spiega chi deve nominarlo e cosa fa in pratica.
Cos'è il DPO?
Il DPO è la persona che supervisiona il rispetto del GDPR all'interno di un'organizzazione. Riferisce ai vertici aziendali e gestisce i rapporti con l'Autorità Garante per la protezione dei dati personali.
Quando un'azienda deve nominare il DPO?
La nomina del DPO è dovuta quando la normativa la prevede, in base ai trattamenti svolti dall'azienda.
Verifica con un consulente se la tua azienda rientra tra i casi previsti.
Cosa fa concretamente C2Compliance per la nomina del DPO?
C2Compliance segue 3 fasi per questa figura: la nomina, il supporto operativo e la supervisione, la gestione dei rapporti con l'Autorità Garante.
Il servizio è pensato per aziende che non hanno una figura interna dedicata alla privacy, ma devono comunque garantire la supervisione richiesta dal GDPR.
Il DPO può essere una risorsa esterna all'azienda?
Sì, il DPO può essere una figura esterna all'organizzazione. C2Compliance offre questo servizio come parte del suo percorso di adeguamento privacy.
Domande frequenti
Il DPO sostituisce il responsabile privacy interno?
No, il DPO svolge un ruolo di supervisione e controllo. Le decisioni operative sul trattamento dei dati restano in capo all'azienda.
Cosa succede se un'azienda non nomina il DPO quando dovrebbe?
L'azienda resta esposta al rischio di sanzioni previste dal GDPR. Verifica con un consulente la tua situazione specifica per capire se rientri tra i casi obbligati.
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