Sostenibilità ambientale, ottenere la certificazione ISO 14001: un passo fondamentale per la sostenibilità aziendale

Ottenere la Certificazione ISO 14001: un passo fondamentale per la sostenibilità aziendale

In un contesto di crescente attenzione all’ambiente e alla responsabilità sociale, la certificazione ISO 14001 – Sostenibilità ambientale si configura come una scelta strategica per le aziende che desiderano distinguersi sul mercato e migliorare le proprie performance ambientali. Perché la ISO 14001 è importante per le aziende? Migliora l’immagine aziendale: la certificazione dimostra l’impegno dell’azienda verso la sostenibilità, rafforzando la sua reputazione e la fiducia dei clienti, stakeholder e investitori. Riduce l’impatto ambientale: l’implementazione di un sistema di gestione ambientale (SGA) conforme alla ISO 14001 permette di ottimizzare l’uso delle risorse, ridurre gli sprechi e le emissioni inquinanti, con conseguenti benefici per l’ambiente e il territorio. Aumenta l’efficienza aziendale: l’adozione di un SGA favorisce un miglior controllo dei processi produttivi, con conseguente riduzione dei costi e aumento della competitività. Apre nuove opportunità di business: la certificazione ISO 14001 può facilitare l’accesso a nuovi mercati e gare d’appalto, favorendo la collaborazione con partner e clienti sensibili alle tematiche ambientali. Migliora la comunicazione interna e la motivazione dei dipendenti: il coinvolgimento del personale nel processo di gestione ambientale aumenta la consapevolezza e la responsabilità verso le tematiche ambientali, favorendo un clima aziendale positivo. Come ottenere la certificazione ISO 14001: Valutazione preliminare e analisi del contesto aziendale: identificazione e analisi dei processi aziendali e degli impatti ambientali, analisi dei rischi e delle opportunità, valutazione degli obblighi normativi e legali Definizione del campo di applicazione e della politica ambientale: l’azienda deve definire i propri obiettivi e principi in materia di tutela ambientale. Pianificazione del SGA: l’azienda deve pianificare le azioni necessarie per raggiungere gli obiettivi prefissati. Implementazione del SGA: l’azienda deve implementare il sistema di gestione ambientale, definendo procedure, istruzioni e ruoli. Monitoraggio e riesame: l’azienda deve monitorare l’efficacia del SGA e riesaminarlo periodicamente per migliorarlo continuamente. Audit e certificazione: un ente di certificazione indipendente verifica la conformità del SGA ai requisiti della norma ISO 14001. Mantenimento della Certificazione ISO 14001: aggiornamento e miglioramento continuo del SGA Incentivi e benefici per le aziende certificate: Agevolazioni fiscali e contributi: diverse regioni e stati offrono incentivi economici alle aziende certificate ISO 14001. Riduzione dei costi di produzione: l’ottimizzazione dell’uso delle risorse e la riduzione degli sprechi comportano un risparmio economico per l’azienda. Migliore accesso al credito: le banche e gli istituti di credito possono applicare condizioni più favorevoli alle aziende certificate ISO 14001. Migliore posizionamento sul mercato: la certificazione può essere un elemento distintivo per l’azienda, aumentando la sua competitività. Il ruolo del consulente aziendale: L’affiancamento di un consulente esperto in materia di ISO 14001 può facilitare e velocizzare il processo di ottenimento della certificazione, offrendo supporto in tutte le fasi: Valutazione della situazione aziendale e definizione degli obiettivi Pianificazione e implementazione del SGA Formazione del personale Gestione dei documenti e delle procedure Preparazione all’audit di certificazione Il supporto di un consulente aziendale può quindi: Ridurre i tempi e i costi del processo di certificazione Garantire la conformità del SGA ai requisiti della norma ISO 14001 Massimizzare i benefici derivanti dalla certificazione In un contesto competitivo e attento alla sostenibilità, la certificazione ISO 14001 sulla sostenibilità ambientale rappresenta un investimento strategico per le aziende che desiderano migliorare le proprie performance ambientali, rafforzare la propria reputazione e cogliere nuove opportunità di business. Il supporto di un consulente aziendale può rendere il percorso di ottenimento della certificazione più semplice, facendo risparmiare all’azienda tempo e risorse e aiutando l’azienda a ottimizzare le proprie procedure e a identificare le aree di miglioramento, con conseguenti risparmi sui costi.

Ottenere la Certificazione ISO 14001: un passo fondamentale per la sostenibilità aziendale Leggi tutto »

Raggiungimento delle Certificazioni Aziendali come processo di miglioramento continuo

Raggiungimento delle Certificazioni Aziendali come processo di miglioramento continuo

I consumatori sono sempre più attenti, esigenti e ricercano aziende che rispettano i propri valori e i propri ideali (https://forbes.it/2023/09/04/la-meta-dei-consumatori-non-percepisce-limpegno-dei-brand-rispetto-ai-valori-promossi/) Essendo sempre più esigenti e selettivi, chiedono maggiore attenzione verso: Qualità dei prodotti e dei servizi Sostenibilità ambientale Impegno sociale   Per un’azienda, ottenere le certificazioni aziendali è essenziale per comunicare al mercato la propria affidabilità, qualità e sostenibilità. Le certificazioni aziendali rappresentano un marchio di qualità che attestano che l’azienda rispetta elevati standard internazionali, sia in termini di qualità dei prodotti e dei servizi, sia in termini di sostenibilità ambientale e sociale. Ottenere le certificazioni aziendali è un investimento per un’azienda, ma è anche un investimento che porta a grandi benefici: vantaggio competitivo miglioramento continuo rispetto di standard elevati efficienza ed efficacia dei processi sostenibilità a 360° ottima reputazione   L’ottenimento delle certificazioni aziendali rappresenta un processo di miglioramento continuo per la tua azienda. Adeguamento dei processi aziendali Applicazione del sistema Verifica di conformità Miglioramento continuo   Come accennato in precedenza, la reputazione aziendale è come il tuo biglietto da visita e i benefici di una buona reputazione sono molteplici: Aumenta la fiducia dei clienti Migliora la fidelizzazione dei clienti Attira nuovi clienti Rende più facile ottenere finanziamenti   Ma come costruire una buona reputazione? La reputazione è un asset prezioso, soprattutto oggi, in un mercato in cui i potenziali clienti sono sempre più attenti ed esigenti. Allora bisogna distinguersi, offrire prodotti/servizi di qualità, essere trasparenti ed onesti e contribuire alla comunità. Le certificazioni aziendali attestano che l0azienda ha raggiunto determinati standard di qualità, sicurezza, sostenibilità, pari opportunità sul luogo di lavoro, responsabilità e molto altro ancora. Questo dimostra ai clienti che l’azienda è affidabile e rispettabile. Esistono molte certificazioni aziendali, che sono ad oggi una delle armi più potenti per costruire e mantenere una reputazione infallibile.   Di seguito alcuni esempi delle certificazioni aziendali che la tua azienda può ottenere grazie al lavoro congiunto con il nostro team di esperti che vi seguirà passo dopo passo nel raggiungimento della vostra Compliance aziendale: ISO 9001:2015 – Sistema di Gestione per la Qualità ISO 14001:2015 – Sistema di Gestione Ambientale ISO 45001:2018 – Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro ISO 27001:2022 – Sistema di Gestione della Sicurezza delle Informazioni UNI/PdR 125:2022 – Certificazione della Parità di Genere Attestazioni SOA – Certificazione obbligatoria per la partecipazione a gare d’appalto per l’esecuzione di appalti pubblici di lavori Certificazione B CORP – Certificazione sull’impatto globale dell’azienda Certificazione ESG – Certificazione delle performance di impatto Environmental, Social e Governance ISO 37002:2021 – Sistema di Gestione del Whistleblowing   Perché affidarsi ad un’azienda di consulenza come C2Compliance? C2Compliance (https://c2compliance.it/) ha la propria sede fisica nel territorio di Pavia, ma segue aziende e Pubbliche Amministrazioni su tutto il territorio nazionale vero un percorso di compliance a 360°. Il nostro team di esperti seguirà la tua azienda verso questo percorso di miglioramento continuo e verso il raggiungimento della Certificazione aziendale.   Come funziona? Contesto: analisi contesto e cultura aziendale Rischi: analisi rischi e opportunità Adeguamento: adeguamento dei processi aziendali Documenti: adeguamento documentale di manuali e procedure Applicazione: applicazione del sistema con le eventuali revisioni Verifica: verifica di conformità ai requisiti della norma di riferimento Ente: selezione di un ente di certificazione Audit: svolgimento dell’Audit e ottenimento della Certificazione   Un consulente specializzato può affiancare il dirigente di un’azienda nel processo di raggiungimento della Certificazione aziendale. Il dirigente è una figura cruciale per il successo della propria impresa e spesso questa figura è costretta ad occuparsi anche di questioni che vanno al di fuori della sua area di competenza. È inoltre un ruolo impegnativo che richiede molto tempo. Diventa quindi essenziale risparmiare tempo: il lusso che solo un consulente può concederti.   Cosa possono fare i consulenti specializzati di C2Compliance per te e per la tua azienda? Analisi aziendale e di fattibilità Redazione del progetto Consulenza specifica di settore Raggiungimento della Compliance aziendale Monitoraggio e miglioramento continuo dell’azienda   Quali sono i benefici per l’azienda? Assistenza nella scelta dell’opzione più adatta Gestione delle attività per il raggiungimento della Compliance aziendale Riduzione di tempi e costi per l’ottenimento dei risultati Aumento delle possibilità di successo dell’azienda   Se sei pronto a trasformare il tuo modo di fare business, contattaci per una consulenza gratuita: (https://c2compliance.it/contatti/)

Raggiungimento delle Certificazioni Aziendali come processo di miglioramento continuo Leggi tutto »

Certificazione parità di genere

La Certificazione Parità di Genere: un’opportunità di crescita per la tua azienda e per la società

Le donne sono ancora sottorappresentate nel mondo del lavoro, e spesso si trovano a dover affrontare discriminazioni e ostacoli (https://www.ilo.org/rome/risorse-informative/comunicati-stampa/WCMS_870717/lang–it/index.htm) La cosa incredibile però è che sempre più studi dimostrano che le aziende con un’alta percentuale di donne sono: Più produttive Più profittevoli Più creative Dotate di talenti diversificati Quali sono le cause principali dell’interruzione della carriera femminile? Interruzione o sospensione della carriera per esigenze di maternità Interruzione o sospensione per esigenze di assistenza a familiari Dimissioni volontarie per difficoltà a conciliare vita privata e lavoro Pregiudizi in fase di selezioni Situazioni di abusi o molestie sul luogo di lavoro Dove inizia questa discriminazione? In realtà le ragioni sono soprattutto culturali. Nelle famiglie è ancora tradizionalmente accettato che la donna si occupi della cura dei figli e della casa, mentre l’uomo del sostentamento economico. Basti pensare che la disparità che c’è già tra il congedo di maternità e quello di paternità, che porta quindi ad episodi di discriminazione da parte delle aziende già a partire dalle assunzioni. Infatti, il congedo di maternità e il congedo paternità hanno un costo ben diverso per l’azienda in termini di tempo e risorse. Come cambiare le cose? La certificazione per la parità di genere (UNI/PdR 125:2022) è uno strumento che può aiutare le aziende a promuovere la parità di genere sul posto di lavoro. Si tratta di un percorso, certificato dall’Ente Italiano di Normazione (UNI), che ha l’obiettivo di ottimizzare l’intero ciclo di vita del personale di un’azienda. Si basa su 6 aree di valutazione Le 6 aree di valutazione: Cultura e strategia: la cultura aziendale e le strategie di business, che devono essere inclusive e rispettose delle diversità Governance: l’impegno dell’azienda a promuovere la parità di genere a livello strategico e decisionale Processi HR: i processi di assunzione, formazione e sviluppo dei dipendenti, in modo da garantire l’equità e la non discriminazione Opportunità: l’impegno dell’azienda a promuovere la parità di genere a livello strategico e decisionale Equità salariale: garantire la giustizia e la trasparenza dei sistemi retributivi Genitorialità e Work-life balance: le politiche e le misure adottate dall’azienda per facilitare la conciliazione tra lavoro e vita privata e supportare la maternità/paternità Ma quali sono i vantaggi per le aziende? Miglioramento della reputazione e dell’attrattività per i talenti: le aziende che si certificano per la parità di genere sono percepite come più inclusive e rispettose delle diversità, e questo può attirare nuovi talenti e clienti Aumento della produttività e della motivazione dei dipendenti: un ambiente di lavoro inclusivo e rispettoso delle diversità è più motivante per i dipendenti, che sono quindi più propensi a essere produttivi Riduzione del turnover: le aziende che promuovono la parità di genere hanno un tasso di turnover più basso, poiché i dipendenti si sentono più apprezzati e valorizzati Ma quali sono i vantaggi per la società? Aumento dell’occupazione femminile: la certificazione per la parità di genere (UNI/PdR 125:2022) può aiutare le aziende a promuovere l’occupazione femminile e a ridurre il divario di genere sul mercato del lavoro Miglioramento della competitività delle imprese italiane: le aziende italiane che si certificano per la parità di genere sono più competitive a livello internazionale, poiché sono in grado di sfruttare al meglio il talento delle donne A livello lavorativo una grande svolta ci viene data dalla Certificazione per la parità di genere (UNI/PdR 125:2022) la prima Certificazione aziendale che garantisce la vera inclusione e parità di genere nell’ambiente lavorativo. Questo rappresenta uno strumento per aderire all’agenda ONU 2030 e per riuscire a raggiungere riduzione del gender gap e pari opportunità. Cosa possono fare concretamente le aziende? Assicurare neutralità durante le assunzioni Garantire pari opportunità di sviluppo della carriera Garantire equità remunerativa Formare e sensibilizzare il proprio personale e i suoi stakeholder Favorire politiche dedicate alla tutela della genitorialità Predisporre policy di welfare aziendale e di work-life balance Predisporre programmi e linee guida per comportamenti e linguaggi gentili, inclusivi e non discriminatori Tutto questo significa intraprendere un percorso di pari opportunità, significa quindi intraprendere un percorso di Certificazione Parità di Genere (UNI/PdR 125:2022) C2Compliance S.r.l. (https://c2compliance.it/) può accompagnare la tua azienda in questo percorso di miglioramento continuo per la tua organizzazione e per la società tutta.

La Certificazione Parità di Genere: un’opportunità di crescita per la tua azienda e per la società Leggi tutto »

RSPP, DVR e valutazione dei rischi: salute e sicurezza sul lavoro

RSPP, DVR e valutazione dei rischi: cosa sono e perché sono importanti

La sicurezza sul lavoro è un tema di fondamentale importanza per ogni azienda, indipendentemente dalla sua dimensione o dal settore di attività. Garantire la sicurezza dei lavoratori è un obbligo del datore di lavoro, sancito dal D. Lgs. 81/2008, il cosiddetto Testo Unico Sicurezza sul Lavoro (https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2008/04/30/008G0104/sg). Tra gli adempimenti previsti dal Testo Unico, vi è la valutazione dei rischi, un processo che consiste nell’identificare e valutare tutti i rischi presenti in un luogo di lavoro, al fine di adottare le misure di prevenzione e protezione adeguate. La valutazione dei rischi è un’attività complessa, che richiede competenze specifiche e conoscenze approfondite in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Per questo motivo, è consigliabile affidarsi a consulenti esperti in questo settore. Che cos’è l’RSPP? L’RSPP, acronimo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, è la figura incaricata di coordinare il servizio di prevenzione e protezione, di valutare i fattori di rischio e di progettare il piano di miglioramento dei livelli di sicurezza. L’RSPP può essere un lavoratore interno all’azienda, oppure un soggetto esterno incaricato con contratto di collaborazione. In ogni caso, deve essere in possesso dei requisiti professionali previsti dal D. Lgs. 81/2008. Che cos’è il DVR? Il DVR, acronimo di Documento di Valutazione dei Rischi, è il documento che contiene le informazioni relative alla valutazione dei rischi effettuata in azienda. Il Documento di Valutazione dei Rischi deve essere redatto dal datore di lavoro, o da un soggetto da lui incaricato, e deve essere aggiornato periodicamente, o in caso di modifiche significative dell’organizzazione del lavoro o dell’introduzione di nuove tecnologie. Perché è importante fare la valutazione dei rischi? La valutazione dei rischi è un’attività fondamentale per garantire la sicurezza dei lavoratori. Attraverso la valutazione dei rischi, è possibile identificare i pericoli presenti in un luogo di lavoro e valutare la probabilità che si concretizzino, in modo da adottare le misure di prevenzione e protezione adeguate. La valutazione dei rischi consente di: Prevenire infortuni sul lavoro e malattie professionali; Migliorare le condizioni di lavoro; Ridurre i costi derivanti dagli infortuni e dalle malattie professionali; Aumentare la produttività aziendale.   Oltre gli obblighi… Oltre gli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/08 il compito più importante del datore di lavoro è: Valutare i rischi presenti sul luogo di lavoro Mettere a disposizione dei lavoratori attrezzature di sicurezza adeguate Formare i lavoratori sui rischi sul lavoro Creare una cultura della sicurezza sul lavoro all’interno dell’azienda   Un ambiente di lavoro sicuro non è solo una norma da rispettare, ma un valore che arricchisce l’azienda, migliora la produttività e salva le vite. Basti pensare che ogni 15 secondi, nel mondo, una persona perde la vita sul lavoro.   Quali sono le principali cause degli infortuni sul lavoro? Le principali cause degli infortuni possono essere ricondotte a fattori umani, tecnici e organizzativi. Fattori umani: come disattenzione, distrazione e mancanza di formazione Fattori tecnici: come mancanza di dispositivi di sicurezza, condizioni di lavoro pericolose e uno di attrezzature non conformi Fattori organizzativi: come mancanza di un sistema di sicurezza efficace, mancanza di controlli e mancanza di una cultura della sicurezza   Perché è importante affidarsi a consulenti esperti? La valutazione dei rischi è un’attività complessa, che richiede competenze specifiche e conoscenze approfondite in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Per questo motivo, è consigliabile affidarsi a consulenti esperti in questo settore. I consulenti esperti possono fornire un supporto prezioso al datore di lavoro, aiutandolo a: Identificare e valutare i rischi presenti in azienda; Redigere il DVR; Nominare l’RSPP; Nominare il Medico Competente; Implementare le misure di prevenzione e protezione; Monitorare l’efficacia delle misure adottate.   Affidarsi a consulenti esperti è un investimento che consente alle aziende di garantire la sicurezza dei lavoratori e di ridurre il rischio di infortuni sul lavoro e malattie professionali. La sicurezza sul lavoro è un tema di fondamentale importanza per ogni azienda. La valutazione dei rischi è un’attività complessa, ma fondamentale per garantire la sicurezza dei lavoratori. Affidarsi a consulenti esperti è una scelta che può aiutare le aziende a svolgere questa attività in modo efficace e in linea con la normativa vigente.  

RSPP, DVR e valutazione dei rischi: cosa sono e perché sono importanti Leggi tutto »

Addestramento Anti-Phishing: il tuo Personal Trainer Virtuale

Il Phishing è una forma di frode informatica che consiste nell’indurre la vittima a fornire informazioni sensibili, come credenziali di accesso, dati finanziari o dati personali, attraverso l’invio di e-mail, messaggi di testo o telefonate fraudolente. Come funziona Nella maggior parte dei casi, le e-mail di phishing imitano quelle inviate da aziende o istituzioni affidabili, come banche, società di e-commerce o enti governativi. L’obiettivo è creare un senso di urgenza o di paura nella vittima, in modo da spingerla ad agire in fretta e senza riflettere. L’e-mail potrebbe, ad esempio, avvisare la vittima che il suo account è stato bloccato o che è stata rilevata un’attività sospetta. Oppure, potrebbe offrire un’offerta o un incentivo speciale, come la possibilità di vincere un premio o di ottenere uno sconto. Se la vittima “abbocca all’amo” e fa clic sul link contenuto nell’e-mail, viene indirizzata a un sito web falso che imita quello dell’azienda o dell’istituzione originale. Sul sito web, la vittima viene invitata a inserire le proprie credenziali o altri dati personali. Una volta ottenute le informazioni, i truffatori possono utilizzarle per scopi illeciti, come rubare l’identità della vittima, accedere ai suoi conti bancari o diffondere malware. Come riconoscerlo Esistono alcuni segnali che possono aiutarti a riconoscere un’e-mail di phishing: L’e-mail è inviata da un mittente sconosciuto o sospetto. L’e-mail contiene errori grammaticali o ortografici. L’e-mail utilizza un linguaggio emotivo o allarmistico. L’e-mail contiene un link o un allegato. Oltre al phishing classico, esistono anche altre varianti di questa forma di frode, come lo smishing, il vishing e lo spear phishing.   Smishing Lo smishing è una forma di phishing che si basa sull’invio di messaggi di testo (SMS) fraudolenti. I messaggi di testo smishing imitano spesso quelli inviati da aziende o istituzioni affidabili, come banche, società di e-commerce o enti governativi. I truffatori spingono gli utenti ad accedere a siti web malevoli dai propri smartphone. Vishing Il vishing è una forma di phishing che si basa sull’utilizzo di telefonate fraudolente. I truffatori chiamano le vittime e si fingono rappresentanti di aziende o istituzioni affidabili, come banche, società di e-commerce o enti governativi. L’obiettivo del vishing è convincere la vittima a fornire informazioni personali, come credenziali di accesso, dati finanziari o altri dati. Il truffatore potrebbe, ad esempio, avvisare la vittima che il suo account è stato bloccato o che è stata rilevata un’attività sospetta. Oppure, potrebbe offrire un’assistenza tecnica o un’offerta speciale. Spear Phishing Lo spear phishing è una forma di phishing altamente personalizzata che si basa sulla raccolta di informazioni sulla vittima. I truffatori utilizzano queste informazioni per creare e-mail o messaggi di testo che sembrano provenire da una fonte affidabile. Ad esempio, se un truffatore sa che la vittima è un fan di una squadra di calcio, potrebbe inviare un’e-mail o un messaggio di testo che sembra provenire da quella squadra. L’e-mail o il messaggio potrebbe contenere un link a un sito web falso che imita il sito web ufficiale della squadra. Se la vittima abbocca all’amo e fa clic sul link, viene indirizzata a un sito web falso che imita il sito web ufficiale della squadra. Sul sito web, la vittima viene invitata a inserire le proprie credenziali o altri dati personali. Formazione e consapevolezza La formazione e la consapevolezza sono le chiavi per proteggersi dal phishing. È importante che tutti, sia privati che aziende, siano informati sui rischi del phishing e su come riconoscerlo e difendersi. In C2Compliance possiamo aiutarti a proteggere il tuo business attraverso un addestramento Anti-Phishing: il tuo personal trainer virtuale contro gli attacchi Phishing. Si tratta di simulazioni personalizzate e altamente esperienziali di attacco Phishing, da far vivere, inconsapevolmente, a tutti i dipendenti. Si arriva così a massimizzare l’efficacia formativa in 3 ambiti: Percezione del pericolo Prontezza nell’agire correttamente Cognizione della minaccia   Ma come funziona? Le campagne di simulazione riproducono l’esperienza reale e le strategie di attacco adottate dal criminale Cyber. Alla fine della simulazione di attacco Cyber potrai avere: Formazione continua Percorso formativo individuale Report sulla mappa del rischio Sviluppo di resistenza agli attacchi Cyber   Non devi far altro che contattarci per ricevere la tua Demo ed evitare danni a dati importanti e privati    

Addestramento Anti-Phishing: il tuo Personal Trainer Virtuale Leggi tutto »

Il Whistleblowing, una tutela per i dipendenti e per la società

Il Whistleblowing (dall’inglese “to blow the whistle”, «soffiare il fischietto», in riferimento all’atto di un poliziotto o di un arbitro che tenta di fermare un’azione illecita) è lo strumento attraverso cui i dipendenti di una organizzazione, pubblica o privata, segnalano a specifici individui o organismi una violazione, un reato o illecito, commessi da altri soggetti all’interno dell’organizzazione o dell’ente di riferimento. Di matrice internazionale, il whistleblowing viene disciplinato per la prima volta in Italia dalla legge 190/2012, che introduce una forma di parziale tutela per il dipendente pubblico che decida di segnalare degli illeciti. Le recenti modifiche sono state introdotte dal D.lgs. 24/2023, che ha recepito la Direttiva UE 2019/1937. L’obiettivo è contrastare e prevenire la commissione di reati, illeciti e/o condotte che possano determinare danni, corruzione e cattiva amministrazione del settore privato e pubblico. Ne consegue che la disciplina del whistleblowing vuole promuovere la comunicazione all’interno della struttura aziendale o dell’ente tutelando la libera manifestazione di espressione e del pensiero del segnalante, implementare un sistema di controllo interno ottimale e favorire il progresso dell’attività lavorativa. Attraverso un sistema di canali di segnalazioni, realizzati per garantirne la riservatezza, il whistleblower, ovvero il soggetto che decide di effettuare la segnalazione, comunica la condotta illecita di cui è venuto a conoscenza nel contesto lavorativo, consapevole che verrà a lui riservata una particolare protezione da qualsiasi forma di ritorsione personale e lavorativa. Ad oggi, sulla base di quanto previsto dal D.lgs. 24/2023, sussiste specifico obbligo di predisporre canali di segnalazione per: nel settore privato Enti che hanno impiegato, nell’ultimo anno, la media di almeno cinquanta lavoratori subordinati, con contratti di lavoro a tempo indeterminato o determinato; Enti che si occupano di alcuni specifici settori (servizi, prodotti e mercati finanziari e prevenzione del riciclaggio o del finanziamento del terrorismo, sicurezza dei trasporti e tutela dell’ambiente), anche se nell’ultimo anno non hanno raggiunto la media di almeno cinquanta lavoratori subordinati con contratti di lavoro a tempo indeterminato o determinato; Enti che adottano i modelli di organizzazione e gestione di cui al D.lgs. 231/2001, anche se nell’ultimo anno non hanno raggiunto la media di almeno cinquanta lavoratori subordinati con contratti di lavoro a tempo indeterminato o determinato.  nel settore pubblico le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, D. lgs. 165/2001; le autorità amministrative indipendenti di garanzia, vigilanza o regolazione gli enti pubblici economici, gli organismi di diritto pubblico di cui all’articolo 3, comma 1, lettera d), D. lgs. 50/2016; i concessionari di pubblico servizio, le società a controllo pubblico e le società in house, così come definite, rispettivamente, dall’articolo 2, comma 1, lettere m) e o), D. lgs. 175/2016, anche se quotate.   Può essere segnalato qualsiasi comportamento, atto e/o omissione che lede l’interesse pubblico e l’integrità della pubblica amministrazione o dell’ente privato, possa esso consistere in: illeciti amministrativo-contabili, civili e/o penali, anche se rientrano nell’ambito di applicazione della normativa europea o condotte che violano le disposizioni relative al D. lgs. 231/2001. La segnalazione può essere fatta tramite diversi canali: interno attraverso piattaforma predisposta nell’ambito del contesto lavorativo; esterno attraverso piattaforma ANAC); divulgazione pubblica (tramite la stampa, mezzi elettronici o mezzi di diffusione in grado di raggiungere un numero elevato di persone); denuncia all’Autorità giudiziaria o contabile.  Qualsiasi canale di segnalazione venga scelta, l’intera disciplina è improntata al rispetto della riservatezza del segnalante. L’identità del segnalante è rivelata solo al soggetto competente a ricevere e dare seguito alla segnalazione; la protezione riconosciuta al segnalante riguarda non sono la divulgazione del suo nominativo ma anche ogni elemento da cui si possa desumere, anche indirettamente, la sua identità. Infine, specifiche disposizioni stabiliscono forme di protezione e sanzioni dai 500 ai 50.000 euro se sono accertate forme di ritorsione sulla persona del segnalante, derivanti dall’aver compiuto la segnalazione. Il Whistleblowing oltre ad essere un obbligo di legge, in assenza del quale si è assoggettabili a sanzioni del Garante Privacy, è uno strumento che garantisce la comunicazione e il progresso all’interno della tua azienda. Noi di C2Compliance possiamo essere il consulente di cui hai bisogno per implementare il Whistleblowing.

Il Whistleblowing, una tutela per i dipendenti e per la società Leggi tutto »

Intelligenza artificiale: la nuova frontiera della tecnologia

Cosa si intende con Intelligenza Artificiale? Intelligenza artificiale è una sezione dell’informatica che si occupa della formalizzazione di problemi e compiti simili a quelli eseguiti da una persona. Al giorno d’oggi si tratta di una branca dell’informatica che si occupa di studiare tutte le tecniche e le metodologie che permettono di progettare sia i sistemi hardware che quelli software in grado di elaborare delle prestazioni elettriche che simulano l’intelligenza umana. Idealmente il risultato del lavoro dell’intelligenza artificiale non dovrebbe essere difficilmente distinguibile da quello svolto da un umano con delle specifiche competenze. Come funziona l’IA? Spesso quando si parla di intelligenza artificiale ci si riferisce a una sola delle componenti come l’apprendimento automatico. Per poter utilizzare l’IA è necessario che siano presenti sia componenti hardware che software specializzati nella scrittura e nell’addestramento degli algoritmi di apprendimento automatico. Questa fase della programmazione dell’IA si concentra sull’acquisizione di vasto bacino di dati e sulla creazione di regole o standard per trasformarli in informazioni utilizzabili. Le regole, chiamate algoritmi, forniscono ai dispositivi informatici istruzioni specifiche sul come completare un compito assegnatoli. La programmazione dell’intelligenza artificiale si basa su tre abilità cognitive: apprendimento, ragionamento, autocorrezione In generale, la caratteristica principale delle IA è quella di riuscire a processare enormi quantità di dati. In questo modo, grazie alle correlazioni e modelli che si creano è possibile fare previsioni. Questo processo consente a un chatbot, per esempio, di scambiare di informazioni in modo realistico o a uno strumento di imparare a riconoscere le immagini. Tipologie di IA IA conversazionale: chatbot e agenti virtuali, di fatto software che simulano una conversazione in comune linguaggio parlato, utilizzando grandi volumi di dati per riconoscere input vocali o di testo, elaborare le richieste, comprenderle e generare risposte efficaci in tempo reale. IA predittiva: l’analisi dei dati attuali e delle tendenze passate con il supporto degli algoritmi di Intelligenza Artificiale e Machine Learning permette di anticipare quel che è probabile accadrà in futuro. IA generativa: a partire da semplici richieste (prompt) è possibile generare testi, immagini, video, ma anche codice sorgente, per creare contenuti e software con estrema facilità. IA autonoma: l’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale forse più affascinante ma anche più temuta, quella in cui gli algoritmi agiscono senza alcun intervento o input umano, in modo indipendente e autonomo, senza necessità di supervisione.   Perché è importante? L’IA automatizza l’apprendimento continuo e la scoperta attraverso i dati. L’IA si comporta diversamente dall’automazione robotizzata basata su hardware, mentre i robot hanno una funziona puramente manuale con azioni limitate, l’IA esegue compiti logici con intensità maggiore, in modo affidabile e senza fatica. Per questo tipo di automazione però la mano dell’uomo è ancora essenziale per configurare il sistema e porre le domande giuste. L’IA aggiunge intelligenza ai prodotti esistenti. Nella maggior parte dei casi, l’IA non viene venduta come applicazione singola. Spesso accade invece che i prodotti già in uso vengono migliorati con le funzionalità di IA, ad esempio come Siri è stato aggiunto come nuova funzionalità a una generazione di prodotti Apple. Automazione, piattaforme conversazionali, bot e smart machine possono essere combinati con grandi quantità di dati per migliorare le tecnologie che utilizziamo a casa e sul posto di lavoro, dalle informazioni di sicurezza all’analisi sugli investimenti. L’IA si adatta attraverso algoritmi di apprendimento progressivo. L’IA analizza la struttura del database in cui i dati sono memorizzati, successivamente analizza le regolarità nei dati in modo che l’algoritmo acquisisca un’abilità: classificare. Così, proprio come l’algoritmo può auto apprendere come giocare a scacchi, può insegnare a sé stesso quale prodotto raccomandare online ecc. La retro-propagazione è una tecnica di intelligenza artificiale che permette al modello di adattarsi attraverso l’addestramento e dati aggiuntivi, quando la prima risposta non è corretta. L’IA può raggiungere un’incredibile precisione grazie alla profondità delle reti neurali. Ad esempio, ogni interazione con Alexa, Google Search, Google Photos e così via sono tutte basate sul deep learning, ciò permette loro di diventare sempre più accurate man mano che vengono usate. In campo medico, le tecniche dell’IA derivanti dal deep learning possono essere utilizzate per rilevare il cancro tramite la classificazione delle immagini con la stessa accuratezza di radiologi altamente qualificati. Come può cambiare l’azienda grazie alla IA Già oggi l’intelligenza artificiale viene utilizzata nelle aziende: essa sta diventando sempre più essenziale nell’automatizzazione dei processi aziendali. Essa viene usata ad esempio nelle guide autonome, nelle traduzioni automatiche, in diagnosi mediche, nelle analisi di dati e tanto altro. Siamo però ancora molto lontani da ciò che potremmo essere in grado di fare, l’IA potrebbe ad esempio sostenere i reparti HR analizzando in modo automatico le richieste di recruiting scartando quelle non in linea con le richieste aziendali e contattando tramite e-mail coloro che rispettano gli standard. Questo esempio porta alla luce come l’intelligenza artificiale andrebbe vista come un alleato sul posto di lavoro, che potrebbe aiutarci ad evitare mansioni ripetitive e stressanti, piuttosto di qualcosa che rischia di portarcelo via.

Intelligenza artificiale: la nuova frontiera della tecnologia Leggi tutto »

Ti sei mai chiesto a cosa serve la consulenza aziendale? – Ecco perché può esserti utile

La consulenza aziendale per le certificazioni aziendali è un servizio che aiuta le aziende a ottenere le certificazioni che desiderano. Il processo di consulenza inizia con un colloquio con l’azienda per discutere dei suoi obiettivi e delle sue esigenze. Dopo il colloquio, il consulente creerà un piano d’azione per aiutare l’azienda a ottenere la certificazione desiderata. Il piano d’azione può includere una varietà di attività, come: Fornire formazione al personale dell’azienda sui requisiti della certificazione Aiutare l’azienda a sviluppare e implementare processi e procedure conformi ai requisiti della certificazione Supportare l’azienda durante l’audit di certificazione Monitoraggio continuo per l’ottimizzazione del business Una volta che l’azienda ha completato tutte le attività previste dal piano d’azione, può richiedere l’audit di certificazione. L’audit di certificazione è un processo durante il quale un auditor verifica che l’azienda soddisfi tutti i requisiti della certificazione. Se l’azienda supera l’audit di certificazione, riceverà la certificazione desiderata. Ecco alcuni dei vantaggi della consulenza aziendale per le certificazioni aziendali: Può aiutare le aziende a risparmiare tempo e risorse Può aiutare le aziende a ridurre il rischio di non superare l’audit di certificazione Può aiutare le aziende a migliorare le proprie performances Può aiutare le aziende a ottenere un vantaggio sui competitors Se un’azienda sta considerando di ottenere una certificazione, la consulenza aziendale può essere un’ottima opzione. La consulenza può aiutare l’azienda a ottenere la certificazione desiderata in modo efficiente e senza problemi. Gli step principali del nostro lavoro: Analisi del contesto e della cultura aziendale Analisi dei rischi e delle opportunità Adeguamento dei processi aziendali Adeguamento documentale di manuali e procedure Applicazione del sistema di gestione con le eventuali revisioni Verifica di conformità ai requisiti della norma di riferimento Selezione di un ente certificatore Svolgimento dell’Audit e conseguimento della certificazione Quali sono le principali certificazioni aziendali? Le principali certificazioni aziendali sono quelle che riguardano i sistemi di gestione, ovvero le norme che definiscono i requisiti per la progettazione, l’implementazione, il mantenimento e il miglioramento di un sistema di gestione all’interno di un’organizzazione. Le certificazioni dei sistemi di gestione sono rilasciate da enti di certificazione accreditati e attestano che l’organizzazione ha implementato un sistema di gestione conforme ai requisiti della norma specifica. Le principali certificazioni dei sistemi di gestione sono: ISO 9001:2015 – Sistemi di gestione per la qualità ISO 14001:2015 – Sistemi di gestione ambientale ISO 45001:2018 – Sistemi di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro SA 8000:2014 – Responsabilità sociale delle imprese Ma ne esistono molte altre ancora, bisogna solamente comprendere al meglio qual è la più adatta per il tuo business. Le certificazioni aziendali possono offrire diversi benefici alle aziende, tra cui: Miglioramento della qualità dei prodotti e dei servizi Riduzione dei costi Miglioramento dell’immagine aziendale Aumento della soddisfazione dei clienti Accesso a nuovi mercati La scelta della certificazione aziendale più adatta dipende dalle esigenze specifiche dell’organizzazione. Ed è qui che entra in gioco la consulenza aziendale, dopo aver effettuato analisi e valutazioni sull’azienda, sul suo contesto, sul suo campo d’applicazione e sui suoi obiettivi. Affidarsi ad un consulente per ottenere una certificazione aziendale, infatti, può essere una scelta vantaggiosa per diversi motivi. Innanzitutto, un consulente può aiutarti a scegliere la certificazione più adatta alle esigenze specifiche della tua azienda. In base al settore in cui operi, alle tue dimensioni e agli obiettivi che vuoi raggiungere, il consulente ti potrà consigliare la certificazione che ti garantirà i maggiori benefici. In secondo luogo, un consulente può guidarti nella fase di implementazione del sistema di gestione. Questo processo può essere complesso e richiede tempo e risorse, ma un consulente può aiutarti a ridurre i rischi e a garantire il successo dell’implementazione. Quello che otterrai è: Risparmio di tempo e risorse: Un consulente può aiutarti a ridurre i tempi e i costi necessari per ottenere la certificazione. Maggiore probabilità di successo: Un consulente può aiutarti a aumentare le probabilità di successo dell’implementazione del sistema di gestione e dell’audit da parte dell’ente di certificazione. Migliore comprensione dei requisiti della certificazione: Un consulente può aiutarti a comprendere meglio i requisiti della certificazione e a implementarli in modo efficace.

Ti sei mai chiesto a cosa serve la consulenza aziendale? – Ecco perché può esserti utile Leggi tutto »

Zero Trust: l’evoluzione della Cyber Security

Il contesto attuale delle aziende sta diventando sempre più instabile e dinamico a causa delle fluttuazioni di mercato e dei cambiamenti nei comportamenti delle persone. Questa situazione si riflette anche nelle minacce informatiche, portando così all’evoluzione del concetto tradizionale di “cyber security” verso l’approccio denominato “Zero Trust”. Ma in che cosa consiste? Le aziende sono essenzialmente costituite da individui. Questo non rappresenta solamente il valore di un’organizzazione, ma costituisce anche un punto debole. Tutti siamo a conoscenza delle minacce informatiche, e di conseguenza, dell’importanza della sicurezza informatica all’interno di un’azienda. Tuttavia, spesso si trascura il legame stretto con l’elemento umano. Le persone come problema e soluzione: Zero Trust Nel campo della sicurezza informatica, le persone giocano un ruolo centrale sia nei problemi che nelle soluzioni. La creazione di un ambiente “cyber sicuro” dipende non solo da processi e tecnologie, ma soprattutto dalle persone, che sono al centro di ogni decisione e azione relative alla sicurezza informatica in un’azienda. Per stabilire le fondamenta della sicurezza informatica, sono cruciali diversi passaggi, tra cui la formazione continua, la consapevolezza generale, gli aggiornamenti regolari e l’adozione di un approccio “Zero Trust”. La consapevolezza riveste un ruolo particolarmente significativo. Il modo in cui le persone vengono avvicinate dai criminali informatici può determinare l’esposizione dell’azienda a possibili attacchi. Le persone devono essere innanzitutto consapevoli delle minacce informatiche e delle vulnerabilità legate all’aspetto umano. Pertanto, è essenziale fornire formazione sulla consapevolezza dei bias cognitivi, delle fallacie di ragionamento e delle debolezze cognitive. Un approccio da adottare è il modello “Zero Trust”. Il modello Zero Trust: è meglio non fidarsi Il modello Zero Trust si basa sulla premessa che nulla, sia all’interno che all’esterno del perimetro di rete di un’azienda, possa essere considerato automaticamente affidabile. L’obiettivo principale di questo modello è la mitigazione del rischio di cyber attacchi. Qualsiasi tentativo di accesso al sistema aziendale richiede una verifica preventiva. Questo approccio parte da una mentalità all’interno dell’organizzazione che si basa sulla diffidenza, dove non si fidano né delle persone né delle risorse. Tuttavia, il modello Zero Trust non si basa su una singola tecnologia; per una difesa completa, è necessario adottare diverse tecnologie ed approcci. È fondamentale sottolineare l’importanza dei processi ben definiti e dell’educazione delle persone. Una tecnologia avanzata da sola, senza processi solidi e senza la consapevolezza umana, offre risultati solo parziali. Un nuovo approccio aziendale per contrastare gli attacchi La cultura aziendale, che lega le persone all’interno di un’organizzazione, riveste un ruolo fondamentale nella difesa dagli attacchi informatici e influenza inevitabilmente l’efficacia dell’intera azienda. Le minacce informatiche e gli attacchi si sono evoluti nel tempo, richiedendo quindi un adeguamento delle strategie di prevenzione da parte delle organizzazioni. È necessario spostare la percezione della sicurezza verso un approccio collettivo e proattivo, al fine di promuovere una maggiore consapevolezza tra tutti i membri dell’azienda. La cultura da promuovere diventa collettiva e si sviluppa in una vera e propria “cultura della sicurezza”. La percezione dell’azienda cambia, con l’orientamento dei dipendenti verso un approccio collettivo finalizzato a garantire la sicurezza dell’organizzazione. Questa cultura si basa sulla consapevolezza di tutti i dipendenti, poiché le migliori pratiche derivanti da regolamentazioni, da sole, non sono sufficienti; rappresentano soltanto un importante punto di partenza. Questi principi sono ciò che fa davvero la differenza: una cultura della sicurezza è responsabilità di tutti, e il lavoro di squadra è un elemento essenziale per la sua formazione. Vulnerabilità biologiche e come superarle I bias cognitivi sono percezioni erronee della mente umana che si attivano in determinate situazioni, spesso in risposta a stimoli specifici. Questi bias possono trarci in inganno e, se sfruttati da cyber criminali, possono portarci in situazioni pericolose. Sono spesso amplificati quando c’è bisogno di reagire rapidamente, quando il tempo è limitato o in condizioni di fretta e stress. In queste circostanze, diventiamo più suscettibili a errori di giudizio. È per questo che gli attacchi informatici spesso cercano di creare un senso di urgenza per indurci a rispondere prontamente a un’email o ad un’altra azione. Nel contesto della sicurezza informatica, è importante riconoscere i bias cognitivi e cercare di evitarli, in particolare facendo attenzione a evitare falsi positivi (sovrastimazione delle minacce) e falsi negativi (sottovalutazione delle minacce). L’esposizione al rischio informatico è influenzata anche da fattori sociali, atteggiamenti personali e abilità cognitive nella gestione del rischio. La relazione tra abilità cognitive e gestione del rischio è molto stretta, poiché le persone, anche se esperte, possono essere soggette a illusioni simili a quelle ottiche che portano a valutazioni erronee delle probabilità delle situazioni a cui sono esposte, specialmente quando queste situazioni si presentano in contesti informali come gruppi di social media, chat o email da colleghi. Questi contesti possono abbassare la nostra guardia e renderci più vulnerabili a tattiche ideate da cyber criminali. In conclusioneRaggiungere un modello “Zero Trust” in ambito di sicurezza informatica è una sfida complessa. Essa richiede una combinazione di processi ben definiti e il coinvolgimento attivo degli utenti. Le persone, a tutti i livelli dell’organizzazione, devono svolgere un ruolo chiave nella promozione di un cambiamento culturale all’interno dell’azienda. Devono essere consapevoli delle resistenze tipiche degli esseri umani e capaci di affrontarle per evitare di cadere nelle insidie degli attacchi informatici. Attraverso programmi di formazione aziendale, le persone acquisiscono la consapevolezza necessaria per riconoscere e affrontare le vulnerabilità biologiche.   Per questa ragione abbiamo deciso di proporre ai nostri clienti la piattaforma di Security Awareness più efficace presente sul mercato. Rappresenta un particolare percorso di training adattivo ed esperienziale che porta gli utenti ad un processo di trasformazione dei comportamenti. Inoltre, vere e proprie simulazioni di attacchi Phishing metteranno alla prova la resistenza della tua azienda agli attacchi informatici, per sviluppare la consapevolezza e le competenze necessarie per raggiungere una difesa davvero efficace.  

Zero Trust: l’evoluzione della Cyber Security Leggi tutto »

Cyber Security Awareness: 5 passi per formare i tuoi dipendenti

Secondo diversi studi, la quasi totalità degli attacchi informatici è riconducibile a un errore umano. Un click su un link infetto, la condivisione di credenziali, il download di allegati sospetti sono solo alcuni esempi. Un report di IBM ha fatto luce sull’origine delle principali minacce. Nel 2022 il 41% delle violazioni è stato causato da operazioni di phishing, attraverso truffe via mail che richiedono, ad esempio la condivisione di dati sensibili, o l’accesso a dati bancari. Il 6% ha avuto origine da mail aziendali compromesse: l’uso di password deboli, duplicate su più account o mal custodite, l’utilizzo di dispositivi personali non protetti per accedere alla posta, il collegamento a wi-fi pubbliche e altre simili situazioni possono essere facili porte d’ingresso per gli hacker.  “A NOI NON PUÒ SUCCEDERE”   Questo è quello che ci raccontiamo spesso, stupendoci quando qualcun altro subisce un attacco. In realtà, errori di questo tipo sono più frequenti (e probabili) di quanto non vogliamo credere. I casi eclatanti di hackeraggi subiti da istituzioni o aziende celebri non si contano. Vi ricordate il ransomware cryptolocker alla Regione Lazio un paio di anni fa? Un disastro partito dal pc di un dipendente in smart working, utilizzato di notte dal figlio. Per diverse ore era stato impossibile prenotare il vaccino anticovid, mentre i dati di migliaia di cittadini erano finiti nelle mani del gruppo Lockbit. Un altro esempio? Le esternazioni non proprio a tema “danza” ritwittate sull’account di Ballando con le Stelle nell’aprile 2021. La Rai dichiarò che si era trattato di un hackeraggio del profilo e fece denuncia contro ignoti, ma ormai il danno reputazionale era fatto.   D’altro canto, non dobbiamo cadere nella falsa convinzione che le piccole realtà non vengano prese di mira dai cyber criminali. Nel 2022, 51% delle aziende colpite erano PMI con meno di 100 dipendenti.  Se nessuno di noi è immune, è evidente che serva una maggiore consapevolezza a ogni livello di qualsiasi organizzazione. E questo si traduce in diverse azioni da mettere in pratica, in termini di prevenzione, aggiornamento e formazione.   Passare al cloud: il primo passo per “educare” i dipendenti  Non è possibile cambiare approccio alla cybersecurity, senza mettere in conto una migrazione in cloud. Se da una parte abbiamo un tema di maggiore sicurezza a livello di infrastrutture, dall’altra sono proprio i Cloud Provider ad imporci logiche più stringenti –  come la Multifactor Authentication – per accedere ai dati aziendali.   Usando i Cloud Provider siamo anche implicitamente costretti a seguire un approccio più consapevole, anche perché sia Microsoft che AWS assegnano alle aziende uno score di sicurezza basato sull’accuratezza di applicazione delle policy.   Il presupposto da cui si parte, infatti, è che chiunque abbia accesso ai dati dell’organizzazione possa mettere a rischio i sistemi aziendali, anche solo per errore. E questo richiede l’attivazione di specifiche regole associate a ciascun utente. E’ il cosiddetto approccio “zero trust”, per intervenire a monte su chi, da quali device e a quali condizioni possa compiere determinate azioni nell’ “ambiente digitale” di un’azienda.  “In ELEVA accompagniamo da anni le imprese verso il passaggio dei propri sistemi in cloud. Microsoft 365  e i principali cloud provider, infatti, hanno introdotto un modello di responsabilità condivisa che fa sì che solo una minima parte dei fattori in gioco siano nelle mani degli utenti finali. La responsabilità per la sicurezza dell’infrastruttura in cui risiedono i dati è di Microsoft (o del cloud provider di rifermento), mentre l’azienda e i suoi membri restano responsabili della gestione di dati, device, account e accessi. Serve un’azione – deliberata o meno – da parte del dipendente per esporre i dati aziendali a rischi e, anche qualora questo avvenga, Microsoft 365 integra Defender, uno dei sistemi antivirus più avanzati sul mercato. In questo modo, siamo in grado di proteggere da attacchi che possono arrivare da fonti esterne, ad esempio sulla mail di un dipendente. Ma soprattutto riusciamo ad agire in modo proattivo, intervenendo sul sistema di autorizzazioni e accessi dai vari dispositivi – personali o aziendali – usati da diversi collaboratori, nell’era dello smart working e del lavoro fluido.” commenta Luca Formenti di ELEVA.  Dati al sicuro con prevenzione e formazione  Se da una parte progettare i sistemi aziendali con un approccio zero trust rappresenta un primo passo imprescindibile, altrettanto importante è accrescere la consapevolezza di tutti i membri dell’organizzazione. La formazione continua sui temi della cybersecurity dovrebbe entrare nei programmi di ogni azienda.  “Come diciamo sempre, oltre il 90% degli attacchi cyber può essere ricondotto ad un errore umano. Proprio per questo la scelta difensiva più importante deve riguardare la consapevolezza delle persone. Troppo spesso ci siamo trovati a dover gestire situazioni di attacchi informatici che partivano da un comportamento errato delle persone. Per questa ragione abbiamo deciso di proporre ai nostri clienti la piattaforma di Security Awareness più efficace presente sul mercato. Rappresenta un particolare percorso di training adattivo ed esperienziale che porta gli utenti ad un processo di trasformazione dei comportamenti. Inoltre, vere e proprie simulazioni di attacchi Phishing metteranno alla prova la resistenza della tua azienda agli attacchi informatici, per sviluppare la consapevolezza e le competenze necessarie per raggiungere una difesa davvero efficace” commenta Fabio Zambianchi di C2Compliance.  Come iniziare subito a proteggere i tuoi dati   Se è vero che serve un cambio “culturale” per orientare la propria azienda alla cybersecurity, i passaggi per un’organizzazione più consapevole sono pochi e semplici da attuare.  Pianifica un assesment interno. Con un partner IT come ELEVA puoi valutare rischi, vulnerabilità e livello di competenza degli utenti che accedono ai dati della tua azienda. Una volta effettuata questa analisi, sarai guidato nelle azioni successive da intraprendere sui tuoi sistemi, nei dispositivi del tuo team e nelle buone pratiche da conoscere per non correre rischi inutili  Realizza attacchi simulati. Per verificare i livelli di consapevolezza e competenze dei tuoi collaboratori, mettili alla prova con simulazioni di phishing o altre forme di attacchi. Programmi con Cyber Guru Phishing aiutano le aziende attraverso attività di simulazione che seguono dinamiche sempre aggiornate. Questo permette di ripetere i test nel tempo, proponendo le modalità di approccio più usate, introdotte di volta in volta dai gruppi di cybercriminali.  Formazione mirata. In

Cyber Security Awareness: 5 passi per formare i tuoi dipendenti Leggi tutto »

Torna in alto